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Miniguide software
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Configurazione del fuss-server per abilitare l'invio di posta
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La spedizione diretta di messaggi di posta elettronica dalle macchine della
rete interna (LAN) del Fuss Server è disabilitata per motivi di sicurezza.
Qualora per esigenze specifiche (ad esempio l'uso della funzionalità di "scan
to mail" delle stampanti multifunzione), sia necessario consentire ad una
macchina o un apparato di inviare posta, si possono utilizzare le seguenti
istruzioni per potersi appoggiare al Fuss Server per l'invio.

Sul Fuss Server è infatti installato il server SMTP Postfix, che però è
configurato per accettare posta da inviare solo da ``localhost``. La direttiva
``mynetworks``, che controlla quali macchine possono inviare posta passando
dal server, si trova nel file ``/etc/postfix/main.cf`` ed il suo valore di
default è il seguente::
  
  mynetworks = 127.0.0.0/8 [::ffff:127.0.0.0]/104 [::1]/128

Per consentire ad altre macchine o apparecchiature come una stampante
multifunzione di inviare posta occorre anzitutto avere l'indirizzo IP; si deve
inoltre avere cura di impostatalo in maniera statica in modo che non cambi ad
un eventuale riavvio della stampante.

Una volta che l'indirizzo IP sia noto, occorrerà aggiungerlo all'elenco di
quello consentiti da ``mynetworks``. La direttiva, come dice il nome richiede
una lista di reti pertanto se si indica un solo IP occorrerà usare la
notazione CIDR aggiungendo il suffisso ``/32``. L'elenco delle reti deve
essere fornito come lista separata da spazi, si può andare a capo e scriverlo
su più righe, avendo cura di iniziare ogni riga di estensione con degli
spazi.

Per esempio se si hanno stampanti multifunzione che utilizzano lo "scan to
mail" con indirizzi IP ``192.168.0.10``, ``192.168.0.15``, e ``192.168.0.20``
per consentirgli di spedire posta verso l'esterno passando dal Fuss Server
occorrerà modificare la precedente configurazione in::
  
  mynetworks = 127.0.0.0/8 [::ffff:127.0.0.0]/104 [::1]/128
     192.168.0.10/32 192.168.0.15/32 192.168.0.20/32

e riavviare il servizio con ``service postfix restart``.

A questo punto si potrà configurare la stampante (o altro apparato) indicando
come server SMTP il fuss server stesso.

.. note:: si consiglia per sicurezza di usare l'indirizzo IP del server, che
          continuerà a funzionare anche qualora la stampante non sia in grado
	  di risolvere i nomi assegnati alle macchine sulla rete interna.


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Aggiornare Proxmox dalla versione 4 alla versione 5
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La procedura è illustrata anche nella documentazione sul wiki di Proxmox alla
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pagina https://pve.proxmox.com/wiki/Upgrade_from_4.x_to_5.0; nella sezione
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"In-place upgrade" che tratta anche il caso dei cluster e dell'uso di CEPH che
non si applica alla installazione tipica usata per FUSS. 

Per quanto sia indicata come preferibile una reinstallazione da zero, seguita
dalla reimportazione delle macchine virtuali, la procedura di aggiornamento in
loco è stata verificata e portata avanti con successo senza nessun problema
parecchie volte.


Predisposizione
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Il primo passo prima di passare all'aggiornamento alla versione 5 è
assicurarsi che la versione 4 sia completamente aggiornata, pertanto prima di
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iniziare si eseguano i comandi::

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  apt-get update
  apt-get dist-upgrade
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e qualora nell'aggiornamento venga installato un nuovo kernel si riavvii la
macchina per usarlo.

Tutte le macchine virtuali devono essere spente (e qualora siano presenti,
anche se non previsti nel caso di FUSS) anche eventuali container. Possono
essere spente dalla riga comando con ``qm shutdown <VMID>`` e ``pct shutdown
<VMID>``. 

É una buona precauzione eseguire comunque anche un dump delle macchine
virtuali, anche se questo sarà necessario soltanto in caso di problemi (mai
verificatosi in decine di aggiornamenti). Per questo sarà sufficiente eseguire
il comando ``vzdump <VMID> -dumpdir /pathname`` dove ``/pathname`` è il nome
di una directory su un filesystem dove ci sia spazio disco sufficiente a
contenere l'immagine della macchina virtuale (ad esempio una directory del NAS
montata con NFS).

Si verifiche che sul filesystem della radice ci sia almeno un giga-byte di
spazio disco disponibile (se si è alle strette si possono cancellare i
pacchetti scaricati con ``apt-get clean`` e cancellare eventuali immagini ISO
o template usati nelle installazione sotto ``/var/lib/vz/template/``).  Si
verifichi anche che nel filesystem della directory ``/boot`` ci sia lo spazio
sufficiente per installare un altro kernel (si possono cancellare le versioni
più vecchie disinstallando i relativi pacchetti).


Aggiornamento
-------------

Una volta completate le operazioni preliminari è sufficiente modificare le
fonti di APT di Debian da Jessie a Stretch con il comando::

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  sed -i 's/jessie/stretch/g' /etc/apt/sources.list
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e quelle di Proxmox con::

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  sed -i 's/jessie/stretch/g' /etc/apt/sources.list.d/pve-install-repo.list
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ed eventualmente anche quella di
``/etc/apt/sources.list.d/pve-enterprise.list`` che comunque dovrebbe restare
commentata.

Se sono presenti delle righe con riferimento a backports queste vanno
commentate, ma se si sono seguite le istruzioni di questa guida queste non
dovrebbero essere presenti. 

Il comando che esegue l'aggiornamento sia di Debian che di Proxmox è::

  apt-get dist-upgrade

durante la sua esecuzione verranno fatte da debconf alcune domande relative
alla sovrascrittura dei file di configurazione, attinenti ai pacchetti Debian,
cui in genere si può rispondere dicendo di installare la versione del file
fornita dal manutentore del pacchetto, in particolare verrà chiesto:

* se sostituire ``/etc/issue``
* se sostituire la configurazione di SSH (``/etc/ssh/sshd_config``)
* altre domande sono possibili se si sono installati software aggiuntivi come
  XFCE o l'interfaccia grafica

Una volta completato l'aggiornamento occorrerà riavviare per poter usare il
nuovo kernel.

E' inoltre possibile che nell'aggiornamento
``/etc/apt/sources.list.d/pve-enterprise.list`` venga sovrascritto,
ripristinando il contenuto originale, non commentato, in tal caso sarà
necessario ricommentare lo stesso dato che il repository "enterprise" non è
accessibile (e comunque non serve).

..  LocalWords:  Proxmox wiki place upgrade CEPH FUSS apt get update dist qm
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..  LocalWords:  kernel shutdown VMID pct dump vzdump dumpdir pathname NAS to
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..  LocalWords:  filesystem NFS clean template backports debconf SSH XFCE

Problemi con CD e DVD
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Montaggio dei CD-ROM
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Problema nel montaggio
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I CD-ROM vengono montati in automatico in ``/media/cdrom0``.
Questo è dovuto al fatto che in ``/etc/fstab`` si trova la seguente riga::

  /dev/sr0       /media/cdrom0   udf,iso9660 user,noauto     0       0

Per alcuni DVD didattici, come ad esempio i DVD della Zanichelli, questo
è un problema serio, perchè lo script che viene lanciato richiede
rigidamente che il DVD sia montato in ``/media/<nome-utente>``.

Inoltre, il contenuto del CD non ha l'utente come proprietatrio, e tutti
i file e le directory sono assegnate a ``nobody:nogroup`` (cioè non sono
assegnati).

Soluzione del problema
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Per poter fare ciò, bisogna fare in modo che in ``/etc/fstab`` non venga
letta la riga sopra indicata.

Lo script seguente risolve il problema::
  
    #! /bin/sh
    if [ ! -f /etc/fstab-old ] 
    then
	cp /etc/fstab /etc/fstab-old
    fi
    sed -i 's/^\/dev\/sr0/#\/dev\/sr0/' /etc/fstab 
  
Riavviato il PC il DVD-ROM è montato in ``/media/<nome-utente>/<nome-cd>``

DVD Zanichelli 
--------------

I DVD della Zanichelli della serie “Idee per insegnare con il
digitale” si possono vedere con la nostra distribuzione, a patto di
installare prima alcuni pacchetti, da cui dipende l'esecuzione del
programma.

Lo script che segue permette l'installazione dei pacchetti che servono::
    
    #! /bin/sh
    echo "deb http://ftp.de.debian.org/debian/ jessie main" >>/etc/apt/sources.list
    apt update && apt upgrade
    apt install libpng12-0 gstreamer0.10-fluendo-mp3 gstreamer1.0-alsa gstreamer0.10-alsa 
    
Aprire un terminale e come utente, digitare il seguente comando::

    sh /media/<nome-utente>/<nome-cd>/BooktabZ-StartCD_lnx.sh



Installazione dei DVD-ROM Oxford su FUSS 9
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Premessa
^^^^^^^^
La seguente procedura è valida solo per macchine a 64 bit in quanto il software non è compatibile con Debian 9 a 32 bit.
E' stata elaborata per i DVD-ROM della serie ``New Treetops`` ma è valida anche per altri prodotti Oxford come ``High Five`` .


Problema nel montaggio
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

I DVD-ROM vengono montati in automatico in ``/media/cdrom0`` e di default non sono eseguibili.
Questo è dovuto al fatto che in ``/etc/fstab`` si trova la seguente riga::

  /dev/sr0       /media/cdrom0   udf,iso9660 user,noauto     0       0


Soluzione del problema
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Bisogna fare in modo che il DVD-ROM venga rimontato in modalità eseguibile.
Inserire il cdrom e da terminale lanciare da root::
  
  mount -o remount,exec,ro  /media/cdrom0 



Installazione
^^^^^^^^^^^^^

Per installare, entrare in ``/media/cdrom0`` e lanciare l'eseguibile ``setup-linux-x64`` che apre il wizard di installazione.
Terminata l'installazione, cliccare su ``Finish`` nel Wizard e su ``Ok`` nella finestra README. A questo punto si può smontare il DVD-ROM.



Avvio del programma
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Nella home di chi installa viene creata una cartella ``~/Oxford University Press/`` che contiene una sottocartella per ciascun DVD-ROM della serie.

Per avviare ad esempio il secondo volume si segue il percorso::

   ~/Oxford University Press/New Treetops 2a/linux-x64/ # Ovviamente inserire i backslash se si lavora da terminale.

e si lancia l'eseguibile ``oup`` (nel volume 3 si lancia ``New Treetops 3a``).




Installazione adobe-flashplugin
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
La visualizzare dei video dell'applicazione richiede adobe-flashplugin.
Fortunatamente durante l'installazione viene creata una sottocartella nascosta (~/Oxford University Press/New Treetops 3a/.flash_installers/linux-x64/) che contiene alcuni pacchetti debian di adobe-flashplugin. 
Se è presente, rimuovere flashplayer-mozilla::
   
   apt remove flashplayer-mozilla

Installare uno dei pacchetti adobe-flashplugin (è stato testato il file del comando che segue)::

   dpkg -i adobe-flashplugin_11.2.202.280-0precise1_amd64.deb 




Cartella condivisa
^^^^^^^^^^^^^^^^^^
La cartella contenente le installazioni dai DVD-ROM può essere copiata in una cartella condivisa dai docenti ed eventualmente dagli alunni.
Il proprietario della cartella è preferibile sia root per evitare cancellazioni involontarie, mentre il gruppo proprietario deve avere solo permessi di lettura ed esecuzione. 
In alternativa si lascia permesso di lettura ed esecuzione a tutti.




Eventuale lanciatore da scrivania
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Se si preferisce lanciare le applicazioni da scrivania si possono creare dei lanciatori::

   1) Cliccare col tasto destro

   2) Selezionare ``Crea avviatore``

   3) Scegliere un nome ed il comando con l'accortezza di inserire i backslash prima degli spazi vuoti.
      Ad esempio il comando per lanciare New Treetops 2a sarà::

      ~/Oxford\ University\ Press/New\ Treetops\ 2a/linux-x64/oup

   sostituendo alla tilde ~ il percorso completo della home dell'utente o della cartella condivisa.


Impostazioni chromium
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Premessa
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Elena Grandi committed
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La seguente miniguida è nata dall'esigenza di risolvere due problemi:
	1) All'avvio del browser chromium viene richiesto insistentemente di inserire la password di sblocco del portachiavi
	2) Diversi utenti vorrebbero che le credenziali di accesso al proxy venissero memorizzate senza dover essere digitate ogni volta.


Soluzione al problema 1
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Elena Grandi committed
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1a) Da root

 Modificare il lanciatore di chromium::
   
   vim /usr/share/applications/chromium.desktop

 Modificare all'interno del file il comando che deve essere::

    Exec=/usr/bin/chromium -password-store=basic  %U


1b) Da utente normale

- Creare un lanciatore trascinando l'icona del browser chromium dal menù al pannello e confermando.

- Cliccare col tasto destro sul lanciatore e selezionare ``Proprietà``. Si apre la finestra:

.. figure:: /images/impostazioni-chromium/finestra-avviatore.png

- Cliccare su ``Modifica l'elemento selezionato``

- Aggiungere alla riga Comando la stringa ``-password-store=basic`` (eventualmente anche ``--incognito`` se si vuole navigare in modo "anonimo").

.. figure:: /images/impostazioni-chromium/modifica-avviatore.png


Soluzione al problema 2
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Elena Grandi committed
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- L'offerta di salvataggio delle credenziali proxy si presenta in modo imprevedibile e difficilmente replicabile; a volte si verifica cancellando la cartella ./config/chromium e 
  deselezionando ``Accesso automatico`` in Impostazioni > Persone > Password.

- Il modo più semplice e certo di ottenere il risultato è quello di utilizzare un'estensione scaricabile da ``Web store`` che memorizza le credenziali proxy, che non verranno più richieste. 
  Ovviamente l'utente deve ricordarsi di aggiornarle quando la password dell'account viene cambiata.



.. _`veyon`:

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Guida Veyon su Fuss 10
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Sulla postazione principale installare ``veyon-master`` ::

    apt install  veyon-master

Su tutte le macchine controllate installare ``veyon-service`` ::
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    apt install  veyon-service
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Ciascuno dei due pacchetti porta con sè alcune dipendenze.

Abilitare in entrambi i casi ``veyon-service`` con il comando::
Claudio Cavalli's avatar
Claudio Cavalli committed
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    systemctl enable veyon-service
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Sulla postazione principale, nel Menu delle applicazioni (sottomenù Internet)  troviamo::
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    - Veyon Master
    - Veyon configurator

Creazione gruppo veyon-client
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Per impedire che chiunque (anche un docente) possa essere “controllato” attraverso Veyon:
Creare un gruppo LDAP ``veyon-client`` (Attenzione: non deve essere gruppo primario per nessuno!) a cui aggiungere gli utenti che possono/devono essere controllati.



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In ogni postazione controllata, per semplicita ``client`` :
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inserire nella cartella::  /etc/fuss-client/session-setup-script  (cartella in cui vengono inseriti gli script da lanciare all’avvio della sessione utente ma eseguiti da root) uno script con nome veyonStart (nome arbitrario) contenente::
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    #!/bin/bash
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Claudio Cavalli committed
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    # si crea una lista di utenti aventi come gruppo secondario veyon-client
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    lista_utenti=("$(getent group veyon-client | awk -F ':' '{print $4}' | sed 's|,| |g')")

    for i in  $lista_utenti
    do
        # Se l’utente appartiene al gruppo  veyon-client vengono lanciati le istruzioni seguenti

        if [ "$i" == "$USER" ]
        then
            # Stoppa il servizio veyon-service
            systemctl stop veyon-service &
            # Rilancia il servizio per l’utente
            su -c veyon-service $USER & 
        fi
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    done


Sempre in ogni client inserire nella cartella ``/etc/fuss-client/session-cleanup-script`` (cartella in cui vanno inseriti gli script da lanciare alla chiusura della sessione utente ma eseguiti da root) uno script con nome veyonStop (nome arbitrario) contenente::

    #!/bin/bash
    # vengono killati tutti i processi veyon e riavviato quello di root
    pkill veyon &
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Claudio Cavalli committed
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    # Questo riavvio permette il controllo dei pc anche quando non è loggato nessun utente
    systemctl restart veyon-service
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Ricordarsi di renderli eseguibili con::

    chmod +x Nome-file


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Sulla postazione ``principale`` :
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Premessa:
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Con la seguente configurazione si  rilancia il servizio veyon-service permettendo il corretto funzionamento dei servizi di ``presentazione`` sul monitor.
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Lo script ``veyonStart`` è semplificato perchè può essere lanciato per tutti indipendentemente all'appartenenza ad un gruppo. Si veda in seguito 
le modifiche per permettere l'avvio dell'applicativo ``Veyon master`` solo ad un gruppo ristretto di utenti (ad es. un gruppo veyon-master). 
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Inserire nella cartella  ``/etc/fuss-client/session-setup-script`` uno script con nome ``veyonStart`` (nome arbitrario) contenente::
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Claudio Cavalli's avatar
Claudio Cavalli committed
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    #!/bin/bash
    pkill veyon & # killa tutti i processi veyon
Claudio Cavalli's avatar
Claudio Cavalli committed
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    systemctl stop veyon-service & 
    su -c veyon-service $USER & # Rilancia il servizio veyon per l’utente

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Sempre sul master inserire nella cartella ``/etc/fuss-client/session-cleanup-script`` uno script con nome ``veyonStop`` (nome arbitrario) contenente::
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    #!/bin/bash
    # vengono killati tutti i processi veyon e riavviato quello di root
    pkill veyon &
    systemctl start veyon-service  # Questo riavvio permette il controllo dei pc anche quando non è loggato nessun utente

Configurazione su Veyon Configurator
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Il resto della configurazione si esegue nell’applicazione ``Veyon Configurator`` lanciabile da Menu o da terminale con::

    veyon-configurator. 

Si può lanciare da root oppure da utente sudoer. La configurazione base è molto semplice (e quasi tutta di default); si consiglia di attenersi a questa 
perché le configurazioni alternative nel nostro sistema danno risultati imprevedibili. 


Configurazione generale
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.. figure:: /images/configurazione-veyon/generale.png


Servizio
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.. figure:: /images/configurazione-veyon/servizio.png


Principale
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Non è necessario fare modifiche.


Controllo accessi
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.. figure:: /images/configurazione-veyon/controllo-accessi.png


Chiavi di autenticazione
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Lasciare invariato se non si decide di utilizzare le chiavi pubbliche e private per collegare master a client (non è necessario!).


Stanze & computer
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Cliccando sul pulsante + si possono aggiungere ``stanze`` (aule) a sinistra ed i rispettivi ``Computer`` a destra.
Importanti ``Nome`` e ``FQDM`` (es. computerX.scuola.blz, ma in genere funziona anche senza il dominio), consigliato al posto dell'IP, che può variare nel tempo; 

 `<https://veyon.nodebb.com/topic/23/i-can-usse-without-ip-statics>`_

``l'Indirizzo MAC`` si inserisce solo se si intende usare l’accensione e lo spegnimento da remoto.


.. figure:: /images/configurazione-veyon/stanze-computer.png



Le altre configurazioni non sono necessarie e per il momento non vengono trattate.

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RENDERE VEYON-MASTER ACCESSIBILE SOLO AI DOCENTI
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Nel caso si sia deciso di installare veyon-master in tutte le postazioni, per evitare che un alunno possa controllare un altro utente si consiglia di disabilitare il programma per gli utenti che non appartengono al gruppo veyon-master e rendere l’applicazione visibile solo agli stessi utenti.
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Si può ottenere questo risultato lanciando da root sulle postazioni che utilizzano veyon il seguente script o i comandi in esso contenuti::

    #! /bin/bash
    # I due seguenti comandi permettono solo agli utenti del gruppo veyon-master di lanciare il comando
    chgrp  veyon-master /usr/bin/veyon-master
    chmod 754 /usr/bin/veyon-master
    # I due seguenti comandi permettono solo agli utenti del gruppo veyon-master di vedere l’applicazione nel menu
    chgrp  veyon-master /usr/share/applications/veyon-master.desktop 
    chmod 640 /usr/share/applications/veyon-master.desktop

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IMPORTANTE!!!
Ricordarsi di aggiungere tutti gli utenti controllori (i docenti) al gruppo veyon-master e tutti gli utenti da controllare (studenti) al gruppo veyon-client. 

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Installazione del pacchetto giochi iprase
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Premessa
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E` una raccolta di giochi didattici per bambini della scuola dell’obbligo. IPRASE, aderendo al progetto sperimentale nell’ambito delle attività a cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo sulla Didattica assistita dalle nuove tecnologie, ha realizzato una sperimentazione nella scuola dell’obbligo per tre anni consecutivi a partire dall’anno scolastico 2001-2002. Obiettivo dell’iniziativa era quello di fornire strumenti utili all’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica e nella prassi di lavoro quotidiana dei docenti. La sperimentazione era rivolta a insegnanti ed alunni della scuola elementare e della scuola media. Si proponeva l’utilizzo di giochi ed eserciziari da fare al computer e riguardanti conoscenze ed abilità nelle seguenti discipline: Italiano, Geografia, Matematica.
Nonostante siano trascorsi diversi anni, i giochi sono ancora molto apprezzati. Il loro uso e pacchettizzazione è stato consentito.

Aggiunta dell'architettura i386
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Per funzionare, l'applicazione (basata su eseguibili .exe), richiede l'utilizzo di wine e l'architettura i386, che si può aggiungere con il comando::

    dpkg --add-architecture i386

Per aggiornare la cache coi pacchetti i386 si lancia::

    apt update

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Infine si installa l'applicazione con::

    apt install iprase


Installazione in locale con pacchetto .deb
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Nel caso si sia scaricato in locale il pacchetto iprase_1.1.deb, aggiungere l'architettura i386 e dopo apt update e apt dist-upgrade è sufficiente lanciare::
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    dpkg -i iprase_1.1.deb
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..  LocalWords:  Miniguide fuss scan SMTP Postfix localhost mynetworks CIDR
..  LocalWords:  service postfix restart Jessie Stretch